Centro studi politici e sociali F. M. Malfatti

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Terni - Salviamo il Ponte Diga del Canale Nerino

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Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Giugno 2010 14:26 Leggi tutto...
 

Terni - La pulizia della città come esempio di collaborazione tra pubblico e privato

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A Terni il parcheggio in via Martiri della Libertà scambiato per una pattumiera.

Il parcheggio in via Martiri della Libertà, sopratutto nella zona d’ingresso ai giardini pubblici e il muro di delimitazione del torrente Serra, è trasformato in uno scarico di immondizie.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Settembre 2010 11:36 Leggi tutto...
 

Un ricordo di Francesco Cossiga e del suo tempo

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La morte avvenuta oggi del Sen. a vita e Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga, apre un vuoto enorme tra le file di coloro che costruirono e difesero la Repubblica Italiana. Fuor di retorica, non serve a rendere omaggio a personaggi di siffatta grande levatura morale prima ancora che politica; per chi come il sottoscritto ha operato a lungo nell'ambito della DC, dall'inizio degli anni settanta fino alla sua estinzione, ed ha avuto l'onore di operare vicino a personaggi come il Presidente Cossiga, questa morte lascia un vuoto profondo, tanto più che i suoi 82 anni lasciavano sperare di averlo con noi per altro tempo, ma si sa, i disegni del Signore sono imponderabili. Ricordo con lucidità il giorno del rapimento dell'On  Moro, dovevo recarmi a Roma per un incontro a palazzo Rospigliosi dove eravamo stati convocati dalla Confederazione dei Coltivatori Diretti, quella seria che non ha nulla a che vedere con le comparse di odierna matrice, ma essendo scattato il blocco intorno alla capitale, sarebbe stato impossibile entrare in città, quindi sospensione di tutte le attività e tutti incollati al televisore a seguire le prime convulse fasi di quell'azione scellerata che sappiamo tutti come andò tragicamente a finire.
Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Agosto 2010 16:44 Leggi tutto...
 

Luciano Lama

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Luciano Lama nasce il 14 ottobre del 1921 a Gambettola, in provincia di Forlì, e nel '43 completa gli studi universitari laureandosi, a Firenze, in scienze sociali con Piero Calamandrei. Combatte i nazifascisti prima in Romagna, nell'ottava Brigata Garibaldi, e poi come Capo di Stato Maggiore del ventinovesimo Gap. Nel settembre 1944 è alla testa dei partigiani che liberano Forlì dall'occupazione tedesca e fascista. Nello stesso anno, a 23 anni, viene nominato Segretario della ricostituita Camera del Lavoro Unitaria Provinciale di Forlì sotto l'egida del Comitato di Liberazione Nazionale, dove sono presenti i rappresentanti di tutti i partiti democratici, comunisti, socialisti, democristiani, azionisti, socialdemocratici e repubblicani. Nel '46 si iscrive al Partito Comunista Italiano e l'anno successivo, al primo congresso nazionale della Cgil, viene eletto Vicesegretario. Incarico riconfermato nel '49, al secondo congresso, tenutosi un anno dopo la scissione sindacale. Nel '47 è uno dei 7 vicesegretari del leader storico del sindacato di Corso d'Italia, Giuseppe Di Vittorio, che individua nel giovane romagnolo il proprio pupillo e futuro erede. Nel 1952 diviene Segretario Generale della Federazione Lavoratori chimici, e nel '57 Responsabile della Fiom.
Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Agosto 2010 11:24 Leggi tutto...
 

Il federalismo fiscale

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Il federalismo fiscale è una dottrina economico-politica volta a instaurare una proporzionalità diretta fra le imposte riscosse in una determinata area territoriale del paese e le imposte effettivamente utilizzate dall’area stessa. Tale sistema, integrato e coordinato tra i vari livelli di governo dello Stato, prende il nome di fisco federale (Cfr. Wikipedia).

Premesso che a me pare una colossale stupidaggine il concetto stesso di federalismo in senso lato, così è subito chiara la mia opinione in materia, in quanto non si federa ciò che è già territorialmente unito, questo appare una grezza traduzione demagogica leghista del principio di decentramento amministrativo, purtroppo mai attuato quando poteva essere utile, anima e cardine del ben misero programma politico della Lega Nord, che a quanto pare non tiene nemmeno conto dei costi, ancora sconosciuti, di questa riforma forzata. Sarebbe stato più intelligente e costruttivo parlare di riordino delle Regioni, di macroregioni, ecc. A giugno il Governo ha anche istituito l’ennesimo Ministero, per l’attuazione del federalismo. Ha scritto Pierfrancesco Pellizzetti in Il Fatto Quotidiano del 3 giugno 2010: “Discutere di Federalismo mantiene ancora una qualche - minima - attinenza con la realtà o trattasi soltanto di prestidigitazione, illusionismo politico? Una mastodontica opera di simulazione, secondo la preclara ricetta sperimentata e promossa a livello mondiale con la clamorosa bufala delle armi di distruzione di massa di Saddam che non c’erano.
Ultimo aggiornamento Sabato 21 Agosto 2010 07:21 Leggi tutto...
 
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Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. (P. Neruda)