Centro Studi Malfatti

Il Centro Studi ha chiesto l’avvio del procedimento per la dichiarazione di interesse per la passerella Telfer dell’ex elettrochimico di Papigno (TR)

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Il Centro Studi Maltti, a firma del Vice Presidente Sergio Dotto e del Direttore, Danilo Stentella, ha chiesto l’avvio del procedimento, ai sensi del D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, artt. 2 e 10, c. 3, 13 e 14, per la dichiarazione di interesse culturale per la passerella Telfer dell’ex elettrochimico di Papigno (TR), compresi tutti gli annessi ancora esistenti. Il provvedimento si è reso urgente a causa della ferma volontà dell’amministrazione comunale di Terni di smantellare il manufatto, con una spesa non proprio esigua di circa 400.000 euro, piuttosto che impiegare risorse finanziarie per la messa in sicurezza mediante la sostituzione degli elementi strutturali deteriorati, come fanno i parigini con il loro più celebre monumento metallico, oggetto di cure e manutenzione ordinaria, e l’alleggerimento del traliccio mediante la rimozione della conduttura del gas metano che si appoggia su di esso. La Telfer, acquistata dal Comune di Terni insieme a tutto il sito industriale dismesso di Papigno, non risulta sia mai stata oggetto di alcun tipo di manutenzione, mentre all’orizzonte si cominciano a materializzare progetti di riuso dell’area del grande magazzino, altro manufatto molto interessante cui la Telfer si appoggia. Lo stato di pericolosità del ponte aereo sarebbe stato rilevato da autorevoli perizie effettuate negli scorsi anni, e tuttavia a fronte di tanta pericolosità rilevata nulla ci risulta sia stato approntato per una messa in sicurezza dell’area, almeno adeguata al grado di pericolosità rilevato, come la immediata chiusura al traffico della strada statale Valnerina. Continua a leggere

Il Centro Studi richiede l’avvio del procedimento per la dichiarazione di interesse di due antichi gruppi idroelettrici della centrale di Cervata (TR), a rischio di rottamazione.

Generatori

Dopo la richiesta di avvio del procedimento per la dichiarazione di interesse culturale e salvaguardia per le centrali di Cervara e per i loro residui impianti originari, realizzati all’inizio del XX secolo su inizativa di Cassian Bon, il Centro Studi Malfatti, a firma del Vice Presidente Sergio Dotto e del Direttore Danilo Stentella, ha presentato al Ministero per i Beni Culturali istanza di avvio del procedimento per la dichiarazione di interesse culturale per quanto rimane dei due gruppi idroelettrici ausiliari originariamente installati nella seconda centrale di Cervara (Terni) (Allegato), attualmente utilizzati nell’impianto idroelettrico di Visso, di proprietà di E.On Produzione S. p. A., sito in via dei Molini n. 6, località Visso (MC). Questi primordiali impianti risultano in fase di smantellamento e a rischio di rottamazione, mentre possono essere certamente recuperati e ricollocati nel grande contenitore della centrale di Cervara, che in un futuro ci auguriamo prossimo, potrebbe diventare uno dei più importanti e apprezzati poli di un complesso percorso di protoarcheologia industriale, in grado di conservare l’antico macchinario al riparo dalle intemperie. Sarebbe interessante riuscire a ricreare nella centrale di Cervara una situazione simile a quella della Montemartini di Roma, recuperando quanto più macchinario possibile dell’originario. Il territorio ternano potrebbe diventare un polo di localizzazione di attività culturali tra i più attraenti d’Europa, mitigando per questa via i tremendi effetti della deindustrializzazione totale dell’area, ormai attesi e praticamente ineluttabili.
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Comune di Terni, un interessante laboratorio “politico”. Il Centro Studi Malfatti propone una drastica riduzione dei dirigenti, da 16 a 6.

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Comune di Terni, un interessante laboratorio “politico”. Il Centro Studi Malfatti propone una drastica riduzione dei dirigenti, da 16 a 6.

Foto Matteo Della Torre, 2010

Foto Matteo Della Torre, 2010

Trascorse serenamente e perfino un po’ noiosamente le recenti elezioni amministrative, il Centro Studi Malfatti, che tra le altre materie si occupa anche di politica, ha redatto una breve lista di proposte che sembrano poter essere di una qualche utilità pratica alla collettività municipal, per un risparmio di spesa di poco meno di un milione di euro, denari che potrebbero essere impiegati anche per il fabbisogno di settori della macchina comunale che sono in sofferenza, come servizi sociali e salvaguardia del patrimonio culturale.

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La storia delle idee e la storia delle azioni corrono su binari paralleli che raramente si incontrano, restituire un'anima alla politica significa restituirle la forza delle idee, liberarla da quel preoccupante abbraccio con le lobbies economico finanziarie che, palesatosi dalla fine degli anni 80, ha portato in breve il sistema politico italiano alla tragica Caporetto di Tangentopoli, e alle disfatte odierne. Compito degli intellettuali è quello di individuare i nessi tra economia ed etica, di mediare tra il darwinismo sociale del laissez faire e il totalitarismo politico sociale dello stato, tenuto conto del fatto che comunque uno stato sano non sarà mai uno stato minimo. Una società non può esistere senza che vi si inserisca in qualche punto in freno della volontà e degli appetiti sfrenati. Occorre tornare alla guida delle idee, abbandonare i tecnicismi tattici della politica odierna, riappropriarsi della capacità progettuale che fu una delle risorse d'eccellenza della cosiddetta Prima Repubblica.