(Danilo Stentella, 2018, ©)

Dopo una giusta e doverosa condanna dei fatti di Macerata una riflessione sorge spontanea; siamo forse alla guerra tra poveri e a un passo dal disordine pubblico incontrollato? Forse che è proprio questo il risultato auspicato dai finanziatori stranieri di questo enorme caos?

A parte l’infelice titolo del quotidiano La Stampa, che enfatizza l’insicurezza degli immigrati, nella quasi totalità clandestini e irregolarmente presenti sul territorio italiano. Ma si rende conto il redattore che gli italiani ormai da un paio di decenni non si sentono sicuri di uscire la sera, da soli o con le famiglie, tanto le nostre città sono piene di estracomunitari di ogni origine, alcuni dei quali hanno messo in piedi attività illecite di ogni genere e hanno occupato il territorio in modo ormai capillare. E guai se un carabiniere o un poliziotto storce loro un capello, la carriera è finita e si corre il rischio di essere licenziati, di finire sotto processo per un decennio, come minimo prima di agire devono essere stati feriti a morte, allora si, lo Stato concepisce il concetto di vedova di agente caduto in servizio, alla quale appuntare sul petto una bella medaglia in occasione della prima festa della Repubblica o dell’Arma.

L’autoinvasione dell’ultimo decennio dall’Africa poi ha contribuito a destabilizzare in modo abnorme l’ordine pubblico. Ci sono orde di schiave prostitute, spacciatori, disadattati e psicopatici africani che cercano di fare qualche soldo in ogni modo, perché le ricche prebende che lo Stato italiano elargisce loro non sono sufficienti per fare la bella vita, per acquistare abiti firmati, smartphone ultimo modello, ecc. In pratica cosa stanno facendo con i soldi pubblici? In virtù di accordi internazionali che coloro i quali avrebbero dovuto tutelare i nostri interessi hanno firmato, siamo andati a partecipare all’assassinio di Gheddafi, la cui morte ha aperto la via libica verso l’Europa, poi a prendere sul bagnasciuga dell’Africa settentrionale milioni di persone, in violazione di ogni normativa in materia di richiesta di asilo, impiegando il più ridicolo servizio di traghetti da guerra che la storia umana abbia mai visto. Ovvero non siamo andati a prenderli con traghetti, che sarebbe stato ugualmente ridicolo, siamo andati con costosissime navi da guerra della Marina Militare e con quelle della Guardia Costiera, due istituzioni che in teoria dovrebbero tutelare la nostra nazione da invasioni e da ostilità di qualunque tipo, non contribuire a realizzare il famigerato Piano Kalergi. Magari con la benedizione ecclesiastica. E per quanto ne so io questo equivale a un colossale danno erariale, conseguenza della esecuzione di ordini sbagliati, in quanto di solo carburante le sole navi della Marina Militare hanno speso circa 9 milioni di euro al mese, ai quali si sommano gli stipendi dei militari e l’usura dei mezzi. Poi una volta arrivati in Italia si da loro anche un sussidio che è un multiplo delle pensioni sociali che quello stesso Stato riconosce ai suoi anziani, un multiplo dei miseri 290 € che vengono riconosciuti a chi ha una invalidità del 100%. Quello stesso Stato che sostiene di non avere più risorse per la sanità pubblica, per le pensioni, per le forze di polizia, regala a piene mani denari a milioni di persone che non avendo un lavoro, in quanto non ce n’è nemmeno per gli italiani, si “arrangiano” delinquendo in ogni modo. Ovviamente non tutti delinquono, ma mi pare che il problema sia chiaro. Mi viene il sospetto che si tratti di tradimento, ma per ora è solo un sospetto, mi viene il sospetto che sia uno schiaffo in faccia a tutti quei cittadini che si sono tolti la vita per essere stati lasciati soli dallo Stato … lo Stato.

Di fatto da circa 24 anni l’Italia non ha più una classe politica degna di questo nome, in grado di opporsi ai piani di destabilizzazione orditi ai danni dell’intera Europa, anzi uno dei temi più sentiti negli emicicli delle nostre due Camere negli ultimi anni è stato lo ius soli, e non lo stato di gravissima crisi nel quale versa l’Italia, ormai ai livelli della Grecia, basti pensare che nella massima sordina è cominciata la vendita dei beni culturali (ma questo sarà oggetto del mio prossimo articolo).

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Sintetica rassegna di cosa combinano in questa terra di nessuno:

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