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GrazianoMarini

Graziano Marini: Lavori recenti su carta

COMUNICATO STAMPA

 

A CURA DI FRANKLIN WATTS

 

LAVORI RECENTI SU CARTA

 

INAUGURAZIONE SABATO 22 DICEMBRE ORE 17.00

 

STUDIO WATTS Vicolo Gemine Astolfi 2

SAN GEMINI (TERNI) TEL: 3290482943

DAL 22 DICEMBRE 2012 AL 20 GENNAIO 2013

SABATO E DOMENICA 10.00–12.00 / 16.00-19.00

franklin.watts@alice.it

tel. 3290482943

GrazianoMarini

Nei mesi di Aprile – Maggio 2009 avevo presentato nel mio studio la mostra di Graziano Marini intitolata: Oltre il Margine, lavori su carta François Lafranca di Locarno. Tre anni dopo ho chiesto a Graziano Marini un’altra mostra, sempre su carta, questa volta Fabriano, sempre fatta a mano. Il titolo della mostra è: LAVORI RECENTI SU CARTA. Si tratta di una nuova ricerca, in cui vengono usati i gessetti e la sanguigna, materiali nuovi mai usati o quasi da Graziano Marini. Lo stile di Graziano Marini, geometrizzazione dei segni, si può trovare su tele, le ceramiche e anche nei vetri. In questa mostra come i segni non portano ad una frattura ma ad una continuità e ad un collegamento. Infatti scrive Claudia Bottini nel testo per la mostra che si è tenuta a Palazzo Gazzoli, sede ternana della Regione Umbria, dal 15 al 17 Novembre u.s.: “….la geometria di strutture, simile all’astrazione prospettica di Rothko e di Ad Reinhardt, si unisce alla carica emozionale dell’Informale. …… Nei suoi quadri le linee più chiare che delimitano le sue geometrie, sono talmente sottili che sembrano oscillare assorbendosi nella vasta distesa del colore ….”.

OMAGGIO ALL’800 ARTISTICO, POLITICO, LETTERARIO, nelle ceramiche di ROMANO RANIERI

 

Info:

Scuola D’Arte Ceramica “Romano Ranieri” Deruta
via tiberina sud, 330
06053 – Deruta (PG) Italia
tel./fax +39.075.97.23.83
fax.
+39.808.781
www.scuoladarteceramica.com

www.schoolofceramics.org

Scilipoti critica le privatizzazioni, causa dei fallimenti nella siderurgia italiana

“Pur nella diversità delle vicende e naturalmente delle tipologie produttive, queste tre realtà risentono di un unico comune denominatore, l’IRI che messo in difficoltà da una pessima gestione politica ne ha praticamente sancito la svendita. “Per salvaguardare questi impianti strategici e scongiurare il pericolo della chiusura o dello spezzettamento che ne decreterebbe la lenta morte è giunto il momento per il Governo di far sentire la propria voce sui tavoli europei, sempre se dietro a questo attendismo, non si celi una chiara intenzione di deindustrializzare il Paese. Se, al contrario, si ritiene, ancora, l’industria italiana strategica e fondamentale per l’economia del Paese chiediamo al professor Monti di far valere la sua tanto sbandierata credibilità in ambito europeo per risolvere il problema delle acciaierie di Terni che i finlandesi, forti di uno scellerato accordo con i tedeschi, vogliono smantellare”.

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