Category: Archeologia/Umbria (Page 1 of 3)

The Italic Sanctuary of Monte Torre Maggiore and the Sky

(Amelia Carolina Sparavigna, 2017 ©, available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=2887082 or http://dx.doi.org/10.2139/ssrn.2887082)

The sanctuaries on mountain peaks along the Apennine Chain were very common for the Italic people. One of them is the sanctuary on the Monte Torre Maggiore, 1120 m height over the plain occupied by Terni, the ancient Interamna Nahars.

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Terni. Il non ponte del Toro.

Ponte del Toro 1914

Nel 1819 a poca distanza da Villa Graziani, … sulla sponda sinistra del fiume Nera, fu scoperto … un manufatto a forma di ponte ad una sola arcata, il cosiddetto Ponte del Toro, ma non era un ponte, come ancora oggi indica un cartello turistico.

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Umru – Umbri

nahar

Di Maria Teresa Scozza

Il famoso archeologo tedesco Theodor Mommsen richiamandosi agli Umbri affermò: “La memoria di questo popolo giunge a noi come il suono delle campane di una città sprofondata nel mare”, probabilmente avendo notato che gli Umbri, pur essendo l’etnia più antica d’Italia, tuttavia non hanno storia. Nei libri dopo poche pagine e qualche volta poche righe, essi non vengono più menzionati e si parla di loro come Aborigeni, Indigeni, Villanoviani, Italici… mentre i Latini restano Latini, i Sabini Sabini, i Piceni Piceni, ecc. Elia Rossi Passavanti (Interamna Nahars, Storia di Terni dalle origini al Medioevo, Roma, 1932, pp. 24-29), cita numerose testimonianze di scrittori greci e latini a proposito del misterioso popolo umbro e del suo dominio: “La tradizione classica ci ha sempre mostrato gli Umbri come uno dei popoli più antichi d’Italia e che aveva dominato su un territorio vastissimo”, Dionisio d’Alicarnasso afferma: “In molte regioni abitano gli Umbri e questa è gente fra i primi molto numerosa ed antica” (Rom. Ant. Lib. I, c. 19). Atri scrittori li hanno chiamati: “il popolo più antico d’Italia” (Flor. Lib. I, cap. 7); La gente più antica d’Italia è detta Umbra, perché si crede sopravvissuta alle inondazioni delle terre” (C. Plinii Secundi, Historiae Mundi, Lib. III, cap. 19). Erodoto li ricorda abitatori delle regioni in cui scorrevano i fiumi Carpis ed Alpis, affluenti del Danubio, e ”prima delle invasioni dei Veneti essi avevano sede anche nel territorio padano.” (Erodoto, IV, 49, 3). L’elenco potrebbe continuare a lungo con Scylax di Cariando che scrisse: “La navigazione lungo le coste del territorio umbro può compiersi in due giorni ed una notte e che al medesimo territorio appartiene anche la città di Ancona.” (Periplo, 16f). Strabone afferma, infine: “L’Umbria inizia dagli Appennini e ancora più oltre dall’Adriatico. … cominciando da Ravenna gli Umbri occupano Sarsina, Ariminum, Sesa e Marinum ed inoltre il fiume Metauro ed il tempio della fortuna…” e cita poi le città di Ocriculum, Interamna, Spoletium, Aesium, Camertes, Ameria, Tuder, ed Hispellum (Geografia, Lib. V, Cap. II, n. 10).

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