(Di Massimo Torre, 2018, ©)

Il numero di cittadini italiani residenti all’estero ed iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) è quasi raddoppiato tra il 2000 ed il 2012 (probabilmente è raddoppiato ad oggi) passando da 2,3 a 4,5 milioni di iscritti. Ben oltre 2.000.000 di italiani si sono trasferiti all’estero negli ultimi 17 anni. Il numero di famiglie di origine italiana coinvolte è certamente altissimo; come evidenziato da una recente indagine del Corriere della Sera[1], vi sono famiglie che contano più di un figlio all’estero, con figli anche in differenti stati; qualche milione di famiglie, si potrebbe dire disgregato, la società italiana segmentata.

Nonostante il paese abbia attraversato una gravissima crisi economica, e milioni di cittadini di origine italiana siano in povertà o in povertà relativa, i Governi italiani non hanno introdotto un reddito di cittadinanza, un reddito minimo esistenziale, reddito che dovrebbe costituire il necessario ed indispensabile compendio alla crescente flessibilità del lavoro. La flessibilità, o precarietà, pesantemente introdotta dopo i fatti del G8 di Genova del 2001, attraverso i contratti Co.co.pro., contratti a tempo determinato rinnovabili di anno in anno per tre anni, ha colpito, direi duramente, non solo una intera generazione, ma tutta la società italiana, riducendo il numero delle nascita in modo significativo[2]. Non solo i cittadini precari trovano grandi difficoltà nell’accesso al credito, ma affrontano anche il disagio, forse ad un certo punto addirittura con rassegnazione estrema il terrore dell’incertezza del guadagno, o la certezza dell’assenza di un prospero futuro; l’incubo di finire su una strada.

Il periodo di prova dura 36 mesi, ovvero tre anni, sembra che il job’s act non abbia cambiato nulla in questo senso, anziché 6 o 7 mesi, come dovrebbe essere normale, e come avviene in Inghilterra, dove il mercato del lavoro funziona sia in uscita che in entrata. In Italia, di fatto è difficile entrare nel mercato del lavoro ed è invece facile perdere il lavoro, per chi lavora a tempo determinato, con la speranza, spesso vana, di essere assunti. Durante il periodo di maggiore fecondità, negli ultimi quindici anni, milioni di giovani di origine italiana sono stati precari, o disoccupati, o temporaneamente privi di fonti di reddito. Oggi, questa generazione “usata” è altresì esclusa dagli incentivi per le assunzioni dei nuovi giovani, incentivi che serviranno precipuamente alle aziende, perché molti dipendenti verranno probabilmente non assunti allo scadere dei tre anni previsti dal contratto a tutele crescenti.

Vorrei succintamente, per punti, esporre alcune osservazioni: a) benché, sicuramente, oltre 2.000.000 di famiglie abbiano componenti familiari all’estero, i telegiornali di stato, per oltre 3 anni (dal 2013 al 2017), hanno proiettato quasi quotidianamente servizi televisivi che proponevano l’immagine di uno stato italiano “buono”, che attraverso la Marina Militare “salvava” dal mare centinaia di migliaia di naufraghi, migranti irregolari e profughi provenienti dalla Libia; nessuno, ma proprio nessuno ha dubitato che si sia trattato di una operazione di “guerra psicologica”, di una PSYOP, con cui il Governo ha di fatto imposto – perché altre soluzioni potevano e dovevano essere trovate per controllare il territorio costiero in Libia da parte del Governo Renzi e dei governi occidentali – ai cittadini italiano lo sbarco sul territorio nazionale di oltre 500.000 stranieri; alcune stime hanno rilevato che nell’80% dei casi siano migranti irregolari. Nel 2013, prima delle elezioni politiche, durante i dibattiti elettorali, tra i temi principali vi erano la disoccupazione degli italiani e sulla fuga all’estero dei giovani italiani. Dopo, fu orchestrata una operazione di guerra psicologica, che glorifica lo sforzo degli uomini dello stato, esalta la terribile tragedia delle masse proletarie che rischiano tutto per arrivare in Italia, e pochissimo si è parlato degli italiani. b) Le reti RAI hanno di fatto proiettato in tre anni forse diverse centinaia di servizi sui migranti stranieri in arrivo e, forse, poco più di una decina di servizi relativi ai milioni di emigrati di origine italiana, esiliati senza la prospettiva di un lavoro in patria, né di un reddito minimo esistenziale, che è realtà fattiva da svariati decenni in nazioni liberali dove il mercato funziona davvero. c) Ci si potrebbe domandare se tale operazione mediatica di guerra psicologica possa essere considerata, ovvero costituisca, congiuntamente all’autorizzazione delle operazioni militari internazionali di sbarco degli stranieri sul suolo italiano, una forma di alto tradimento, poiché introdurre nella Nazione un alto numero di stranieri potrebbe non essere nell’interesse esclusivo della nazione, e giammai lo è nell’interesse esclusivo del popolo italiano, men che meno delle popolazione italiana indigena. Il Governo potrà dire che l’Europa non ha collaborato, che non sono stati eseguiti che pochissimi ricollocamenti di richiedenti asilo; ma di fatto, che garanzie aveva ottenuto il Governo italiano relativamente ai ricollocamenti per autorizzare una operazione di salvataggio, elemento necessario, di migranti che prevedeva di sbarcare gli stessi, non in safe areas o security areas in territorio libico, ma nei porti italiani? d) I richiedenti asilo, trasportati dai mezzi anfibi della Marina Militare, ricevono un trattamento economico che centinaia di migliaia, forse milioni, di italiani, in severe e traumatiche condizioni di difficoltà economica non ricevono e non sperano di ricevere presto. Non si capisce perché debba esserci questa diseguaglianza nel trattamento delle condizioni limite umane, ovvero dei poveri, dei senza tetto, dei disoccupati che soffrono umiliati in disperazione muta. Forse il Governo ha pensato di fidelizzare la nuova popolazione colonizzatrice? Circa 10 senza tetto, tra cui diversi italiani, sono morti assiderati per le strade l’anno scorso. Morti di gelo, in solitudine; dove? Sulla soglia di una vetrina, sotto un cespuglio? Non bastano le associazioni di buoni giovani caritatevoli che distribuiscono alcune coperte e qualche pasto caldo; non si può accettare che senza tetto, italiani o non, vengano lasciati morire di freddo nelle strade mentre i richiedenti asilo stranieri vengono alloggiati nelle caserme italiane. e) Il Governo non ha proposto di aprire le caserme ai senza tetto, ed a quanti si trovino nella necessità di tornare in Italia (morte o malattia di un parente, nel caso peggiore, la necessità di tornare è immediata). f) Il Governo non ha né proposto né attuato un piano per il rimpatrio degli italiani all’estero, ma ha discusso un piano per l’integrazione di cittadini stranieri. g) Il Governo, durante la peggiore crisi che abbia mai attraversato il paese, con milioni di italiani all’estero e milioni di italiani in miseria, non ha fermato l’arrivo di stranieri, la concessione di permessi di soggiorno, la trasformazione automatica di permessi di soggiorno per motivi di studio in permessi di soggiorno per lavoro. h) Forse ci si potrebbe domandare se le politiche governative non concorrano a realizzare un piano di ridisegno etnico, o di segmentazione etnica del paese, e se ciò sia contrario all’esclusivo interesse nazionale, e, nel qual caso, se e come inficiare tale operazione ed i centri di comando della stessa, a tutti i livelli istituzionali, per stroncare per sempre le politiche di immigrazione di massa e progressiva sostituzione etnica della popolazione indigena italiana, politiche non osteggiate d’altrui. E’ diritto riconosciuto di ogni popolazione indigena, l’autodeterminazione della forma di Governo. Non è interesse della popolazione indigena italiana, un regime che impone lavori temporanei, condannando di fatto per anni milioni di cittadini italiani ad una povertà senza scampo ne rimedio. i) Si nota che il budget per la difesa è stato recentemente diminuito e che manca persino il filo spinato intorno ad alcune istallazioni militari[3]. Le stesse istallazioni appaiono antiquate, rispetto alle odierne istallazioni britanniche, e generalmente non confacenti. Ci si domanda se i livelli di difesa delle basi e l’organico dell’esercito siano adeguati a fronte dell’arrivo di oltre 500.000 stranieri, ricordando che ben minore era l’organico delle truppe sbarcate alla baia dei porci (circa 1400 uomini) o dell’esercito di invasione nord coreano al principio della guerra di corea (inizialmente circa 130.000 uomini).

Parrebbe che la generazione che ha visto la prima repubblica, il sistema proporzionale, la social democrazia, i sindacati, l’IRI, l’esercito, i confini difesi, il socialismo, il nazionalismo, la piena occupazione, la difesa della famiglia tradizionale, sia stata in parte esiliata, in parte privata di quella continuità lavorativa e di sostentamento che è necessaria alla fondazione della famiglia, al mantenimento della prole, e dunque alla trasmissione di una cultura e di una sensibilità.

La forma di contratto “comune” non dovrebbe essere il contratto a tempo determinato, ma il contratto a tempo indeterminato; la miseria dilaga. L’accesso al credito impedito a milioni di persone con contratti precari che sperano in un futuro stabile.

Milioni di noi sono all’estero (a prendere il posto, ci si domanda intuitivamente, di chi? Anche gli inglesi non fanno figli?); non certo tutti vorranno tornare, ma molti avranno bisogno, o semplicemente vorranno tornare. Debbono poter sapere che possono tornare e trovare un reddito minimo esistenziale o di cittadinanza che dir si voglia.

Una parte delle 500.000 persone sbarcate in Italia, riceve forme di sostentamento e di reddito che non ricevano i cittadini italiani. E’ un fatto gravissimo, poiché non sappiamo se si tratti di una forza potenzialmente ostile, benché disarmata, potenzialmente utile ad una quinta colonna con specifici progetti geopolitici, chiaramente estranei all’esclusivo interesse della popolazione indigena italiana.

Nessuno ha chiesto per i cittadini Italiani, in questa crisi tremenda, la priorità nell’accesso al lavoro; nessuno ha garantito un reddito minimo esistenziale, che, ripeto, è realtà in ambienti liberali.

Spero che vorrete attuare una effettiva critica alla attuale situazione politica e militare.

[1] Cfr., http://www.corriere.it/cronache/17_ottobre_17/italiani-all-estero-2016-partiti-124mila-via-50mila-giovani-087ba2a0-b31a-11e7-9cef-7c546dada489.shtml

[2] Cfr., https://www.istat.it/it/archivio/nascite

[3] stando a quanto visibile tramite google street view, qui la base del 135° Reggimento artiglieria Folgore, situato a Bracciano, nelle immediate vicinanze del il Comando Artiglieria:

https://www.google.it/maps/place/185%C2%B0+Reggimento+Artiglieria+Brigata+Paracadutisti+%22FOLGORE%22+Caserma+Romano+Bracciano/@42.1056693,12.1597758,137m/data=!3m1!1e3!4m5!3m4!1s0x0:0x99959729017791ab!8m2!3d42.1062225!4d12.160213