(Danilo Stentella, © 2018)

Il drago, simbolo del paganesimo e del male, è un capro espiatorio frequentissimo nelle storie dei santi sauroctoni[1] di epoca medievale. In vero la sfortunata serie di persecuzioni per i rettili sputafuoco fu iniziata da San Michele, seguito da nomi famosi come Teodoro, Silvestro e altri, soltanto Margherita e Marta dimostrarono un briciolo di spirito animalista limitandosi ad addomesticare la bestia.

Ma l’uccisore di draghi che più di tutti ha poi fatto parlare di se, forse grazie a un buon servizio di pubbliche relazioni oltre a ottimi agganci con i media del tempo, fu San Giorgio, aguzzino di un drago che teneva in scacco la città libica di Selem[2]. La bestiaccia libica pretendeva in sacrificio una notevole quantità di giovani, quasi come il moderno neoliberismo, il quale, molto più vorace, pretende anche persone di mezza età e arzilli vecchietti. L’impresa fu giudicata talmente meritoria che Giorgio fu addirittura nominato patrono dell’Inghilterra e del Portogallo. Ma non tutti all’epoca compresero e apprezzarono lo spessore delle gesta di Giorgio, come accade ancora oggi, e così Diocleziano lo martirizzò, come un comune cristiano da Colosseo.

In quel tempo evidentemente la campagna contro i draghi non si fermò, tanto che ormai non si ha più notizia di alcun esemplare, il che ci induce ragionevolmente a ritenerli estinti. E’ stato un male o un bene? In effetti le bellissime creature alate non se ne andavano in giro a fare proprio opere di bene, appiccavano incendi a caso, avevano un alito pestilenziale, spesso pretendevano addirittura sacrifici umani. Insomma, belle bestiole, ma affette da cronica misantropia.

Ora, lungi da me pensare che uccidere una creatura, qualunque creatura, possa essere una soluzione etica o intelligente, sono assolutamente contrario anche alla ben più regolata pena di morte, applicata ad esempio in quel faro di civiltà che sono gli USA, ma non altrettanta fortuna hanno riscosso in epoca contemporanea certi sciagurati emuli dei santi uccisori di draghi, che anzi in alcuni casi hanno fatto la fine di San Giorgio, sono finiti dietro le sbarre, per giunta con grande disprezzo e deplorazione sociale.

Molti di questi moderni sauroctoni, evidentemente soffrendo di allucinazioni, paragonabili a quelle di Don Chisciotte, pensando di trafiggere un drago o un gigante, hanno tolto la vita a grandi statisti, poliziotti, carabinieri o bravi giornalisti. Penso ai militanti dell’OAS, che tentarono persino di uccidere De Gaulle, ai nostrani terroristi degli anni di piombo, che invece, si dice, avrebbero rapito e assassinato lo statista Aldo Moro[3], altri, più tardi, hanno tentato di arginare la tragedia generazionale del precariato sparando a due giuristi che stavano confezionando un compendio di diritto del lavoro degno della dittatura fascista un paese del Sudamerica degli anni 70, evidentemente ritenendoli non meno misantropi dei draghi del tempo di San Michele e di San Giorgio.

Ma a questi emuli dei santi uccisori di rettili sputafuoco non è andata altrettanto bene, almeno per quanto riguarda l’apprezzamento popolare per le gesta, non hanno avuto folle osannanti a festeggiarli per aver liberato le contrade dal fetido drago, sono stati, spicciamente e giustamente, messi in galera[4].

Poi, tanto per toccare il fondo con decisione, è arrivata l’ultima generazione di questa genia di uccisori di mostri, quella che si lancia su una folla innocente quanto inerme con un camion, ma di questi non parliamo nemmeno, ulteriore materiale umano per la magistratura ed emarginazione biologica per gli ospedali psichiatrici[5]. Per quanto riguarda il tentativo scellerato di riversare l’Africa in Europa, che non ci sta per ovvi motivi di superfici, oltre che culturali e di ordine pubblico, non manca giorno che non ci metta bocca, a sproposito a mio avviso, la Chiesa Cattolica, cito come emblematico l’ultimo tributo del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, che riferendosi alla questione della nave Aquarius con a bordo oltre 600 migranti, respinta dai porti italiani per disposizione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha twittato “Ero straniero e non mi avete accolto (Mt 25,43) #Aquarius[6]. Evidentemente anche a Ravasi non interessa nulla della emergente situazione sociale dell’Italia e dell’Europa tutta, anche a causa dell’invasione di masse di africani, asiatici e latino americani, non interessa nulla del caos che si è ormai generato in termini di ordine pubblico, non interessa che ormai tutti i luoghi pubblici delle città sono diventati feudo di spaccio di stupefacenti e di prostituzione (per citare soltanto due delle specialità della casa), per lui, ovviamente, è più importante la crisi di secolarizzazione della società europea e la necessità di sostituire la popolazione con freschi devoti pronti a credere a tutto, a riempire le chiese, pronti ad essere dominati da élite.

Spero non sia ritenuto un atto di superbia che poi dovrò scontare ricordare a Monsignor Ravasi che:

ero imprenditore e mi avete costretto al suicidio;

ero eccellente studente e mi avete costretto ad emigrare per trovare lavoro;

ero terremotato e mi avete abbandonato in un container;

ero insegnante e mi avete costretto alla precarietà;

ero giovane con un lavoro precario e mi avete impedito di accedere ad un mutuo, farmi una famiglia e avere un giorno una pensione;

ero malato e mi avete lasciato morire perché non avevo i soldi per potermi permettere cure specialistiche.

E quindi che destino attende al mondo occidentale ormai privato di violenti cavalieri uccisori di mostri che odiano l’uomo?

A morte ogni uomo su questa terra è sacro; e presto o tardi ella giunge: e allora come un uomo può meglio morire, che affrontando impavido rischi fatali per le ceneri dei padri, e per i templi degli Dei immortali[7]”.

[1] Uccisori di sauri, in particolare, nel nostro caso, di draghi.

[2] Cfr. Legenda Aurea di Jacopo da Varagine.

[3] In proposito: 16 marzo 1978, il misterioso rapimento di Aldo Moro, http://www.centrostudimalfatti.org/cms/16-marzo-1978-misterioso-rapimento-aldo-moro/

[4] Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce, per l’assassinio di Massimo D’Antona, e Roberto Morandi, Marco Mezzasalma, Diana Blefari Melazzi e Simone Boccaccini, per l’omicidio di Marco Biagi, saranno condannati a vari ergastoli o a pene lunghissime.

[5] Il 7 aprile 2018 Jens Handeln, un tedesco di 48 anni, si è lanciato sulla folla nella città di Münster, come un qualunque islamico scemo e radicalizzato.

[6] Cfr., Migranti, Ravasi: Ero straniero e non mi avete accolto, ANSA 11/6/2018, in http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2018/06/11/migranti-ravasi-ero-straniero-e-non-mi-avete-accolto_fc89942a-a56b-4d6c-8bd2-1f3e732efceb.html

[7] Cfr., Thomas Babington Macaulay, Lays of Ancient Rome, 1842, il discorso di Orazio Coclite prima di scendere in battaglia.

Download (PDF, 231KB)

http://www.affaritaliani.it/cronache/migranti-la-chiesa-e-l-indifferenza-per-l-allarme-sociale-in-italia-ed-europa-553888.html?refresh_ce