Danilo Stentella, 2017 ©

In Siria continua la rappresentazione in stile hollywoodiano della farsa degli americani buoni e degli indiani cattivi, ma più che uno di quei banali film pieni di esplosioni, pistole e yankee sembra una riedizione moderna della favole a di Fedro Il lupo e l’agnello, Superior stabat lupus, longeque inferior agnus, e così quando un prepotente, criminale, guerrafondaio, ladro, decide di prendersi ciò che è tuo con la forza si inventa un motivo apparentemente valido per farlo. E così va avanti, almeno con questa ridicola spocchia, dal primo attacco all’Iraq, allora guidato dalla creatura americana Saddam Hussein, dove dovevano esserci per certo tremende armi di distruzione di massa mai trovate, dopo di lui è stata la volta di ogni paese che abbia attirato gli interessi idrocarburici o geopolitici dell’esercito più potente del mondo, strumento di morte del paese certamente abitato dal popolo più coglione del mondo, che spende fortune in mezzi di morte e nulla o quasi per la sanità o l’istruzione pubblica. Cosa ci dice che se anche l’Italia, già ampiamente distrutta da sottili golpe orditi dai cari cugini (Tangentopoli e governi fantoccio successivi), rappresentasse domani un ostacolo sulla gloriosa marcia verso l’assolutismo mondiale di questi folli, essa non sarà attaccata a suon di bombe e giornalisti compiacenti? Poi sorge spontanea una piccola riflessione sul ruolo della Russia nell’area siriana. Siamo sicuri che si stia comportando in modo limpido? Siamo sicuri che abbia soltanto un interesse strategico militare dovuto alla presenza di sue basi sul territorio? Non credo che le cose stiano così, perché se gli americani smettessero di giocare alla farsa del terrorismo e la Siria tornasse ai siriani di lì passerebbe il famoso gasdotto proveniente dal Golfo Persico, che insidierebbe il settore commerciale del gas russo importato in Europa dalla più grande compagnia russa, la Gazprom. Da qualunque punto di vista osserviamo quanto sta succedendo in Siria vediamo un attacco criminale e insensato a uno stato sovrano, benedetto anche da Regno Unito e Francia, degni compari delle precedenti farse rappresentate in mezzo mondo, ma più di recente nei paesi del nord Africa. Il caso più macroscopico la Libia. Poi ci sarebbero tutte le altre marachelle che si stanno preparando, da tempo e ancora, nei Balcani, opportunamente preparate dal solito finanziatore americano, ebreo, di origine ungherese. Parafrasando Carlo Lizzani, si tratta di squallide storie di vita e malavita. Intanto in giro per l’Europa una serie di opportuni e insensati attacchi terroristici preparano l’opinione pubblica a una guerra contro il nemico islamico. Scusate la finezza ma ce n’è abbastanza per gridare a voce altissima che ci siamo rotti i coglioni.

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