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Alcide De Gasperi. 60 anni dalla morte.

De Gasperi 60

(Danilo Stentella)

Il 19 agosto di sessanta anni fa, nella sua casetta di Sella Valsugana, moriva Alcide De Gasperi, nel suo amato Trentino, pochi giorni prima aveva scritto ad Amintore Fanfani, il nuovo segretario politico della Democrazia Cristiana, angustiato, nonostante la malattia, per la piega che in Francia stava prendendo il dibattito sul trattato istitutivo della Comunità Europea di Difesa, la CED, un passaggio fondamentale secondo De Gasperi nell’iter di realizzazione dell’unione politica europea. De Gasperi scriveva a Fanfani: “se le notizie che giungono oggi dalla Francia sono vere, anche solo per metà, ritengo che la causa della CED sia perduta e ritardato di qualche lustro ogni avviamento all’Unione Europea”. Non solo la CED fu compromessa ma la stessa costituzione di una Europa unita e democratica fallì, oggi l’Europa è per larga parte una istituzione scarsamente democratica, sostanzialmente nelle mani di una banca privata, la BCE, che detta le agende di quasi tutti i governi, almeno dei più deboli, essendo diventata un orrendo doppione della FED e del FMI. Lo stesso spirito del Codice di Camaldoli è ormai completamente tradito. A 60 anni dalla morte di De Gasperi c’è ancora bisogno di uomini coraggiosi che sappiano opporsi, a costo del sacrificio personale, a una tremenda dittatura, quella della finanza internazionale di rapina, una dittatura talmente spietata, ispirata dalle più sballate teorie economiche della scuola di Chicago, che si appresta a sbiadire persino le gesta del nazismo.

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Enrico Mattei. Un uomo scomodo, emblema di un paese scomodo.

Nel 108° anniversario della nascita di Enrico Mattei, ad oltre venti anni dal golpe di Tangentopoli che consegnò il patrimonio pubblico italiano ai grandi potentati finanziari di rapina anglosassoni, quando ormai l’Italia è in ginocchio, nella polvere più di quanto non lo fosse dopo la sconfitta della seconda guerra mondiale, senza più un apparato industriale pubblico, con un sistema industriale privato che tende progressivamente ad estinguersi sotto i colpi di una spietata globalizzazione e anche per colpa di una nota incapacità del solo comparto privato di prosperare, ci piace ricordare la figura di questo straordinario uomo di Stato, ex partigiano, che insieme a Dossetti, La Pira, De Gasperi, Vanoni, Moro e altri onorevoli personaggi della sinistra migliorista contribuirono alla emancipazione economica e sociale della loro terra, con una visione etica dell’economia, prima che contabile. Mattei fu uomo scomodo in un paese scomodo, e come tale morì in un incidente aereo quando i successi delle aziende pubbliche che lui guidava si spinsero oltre i limiti consentiti dalla concorrenza con le imprese anglosassoni oligopoliste del settore petrolifero. Visse un meccanismo di glorificazione e annientamento che altre volte era stato applicato in passato per altri personaggi scommodi, e che tante volte sarà applicato successivamente in tutti i continenti. A Mattei è dedicato un master postuniversitario presso l’Università di Teramo, diretto dal professor Claudio Moffa.

(Danilo Stentella)

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DA DE GASPERI A MARTINAZZOLI, DA GRAMSCI A RENZI, L’INVOLUZIONE DELLA SPECIE POLITICA

Pasolini

Mentre assistiamo all’avvento del nuovo che avanza, qualcuno osserva il fenomeno dal punto di vista evoluzionista, qualcun altro ragiona di involuzione della politica, qualcun altro, più disperato, afferma che la politica è assente e che il Parlamento è ormai spossessato di tanta parte del suo potere.

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