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San Giorgio e altri uccisori di draghi. Migranti, la Chiesa e l’indifferenza per l’allarme sociale in Italia ed Europa.

(Danilo Stentella, © 2018)

Il drago, simbolo del paganesimo e del male, è un capro espiatorio frequentissimo nelle storie dei santi sauroctoni[1] di epoca medievale. In vero la sfortunata serie di persecuzioni per i rettili sputafuoco fu iniziata da San Michele, seguito da nomi famosi come Teodoro, Silvestro e altri, soltanto Margherita e Marta dimostrarono un briciolo di spirito animalista limitandosi ad addomesticare la bestia.

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16 marzo 1978, il misterioso rapimento di Aldo Moro

Lo strano rapimento di Aldo Moro, il 16 marzo 1978, è strano perché è una incredibile storia quella che ci hanno raccontato, quella di un manipolo di terroristi delle Brigate Rosse che avrebbero eseguito una operazione praticamente chirurgica, rimanendo freddi e operativi anche quando qualche arma si sarebbe inceppata, uccidendo con rapidità tutti gli uomini della scorta, senza neanche ferire di striscio Aldo Moro.

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Enrico Mattei. Un uomo scomodo, emblema di un paese scomodo.

Nel 108° anniversario della nascita di Enrico Mattei, ad oltre venti anni dal golpe di Tangentopoli che consegnò il patrimonio pubblico italiano ai grandi potentati finanziari di rapina anglosassoni, quando ormai l’Italia è in ginocchio, nella polvere più di quanto non lo fosse dopo la sconfitta della seconda guerra mondiale, senza più un apparato industriale pubblico, con un sistema industriale privato che tende progressivamente ad estinguersi sotto i colpi di una spietata globalizzazione e anche per colpa di una nota incapacità del solo comparto privato di prosperare, ci piace ricordare la figura di questo straordinario uomo di Stato, ex partigiano, che insieme a Dossetti, La Pira, De Gasperi, Vanoni, Moro e altri onorevoli personaggi della sinistra migliorista contribuirono alla emancipazione economica e sociale della loro terra, con una visione etica dell’economia, prima che contabile. Mattei fu uomo scomodo in un paese scomodo, e come tale morì in un incidente aereo quando i successi delle aziende pubbliche che lui guidava si spinsero oltre i limiti consentiti dalla concorrenza con le imprese anglosassoni oligopoliste del settore petrolifero. Visse un meccanismo di glorificazione e annientamento che altre volte era stato applicato in passato per altri personaggi scommodi, e che tante volte sarà applicato successivamente in tutti i continenti. A Mattei è dedicato un master postuniversitario presso l’Università di Teramo, diretto dal professor Claudio Moffa.

(Danilo Stentella)

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