Tag: Camuzzi

Terni. Destinazione area Ex Camuzzi: opportunità di urbanistica partecipata o mistificazione urbanistica?

Partecipazione

Ancora una volta, senza doverci allontanare dalla nostra città di Terni, emblematico osservatorio del modo di gestire il bene comune e il patrimonio, la nostra collaboratrice Simona Montesi ci propone questo saggio breve sulla opportunità di adottare una prgettazione dell’ambiente urbano condivisa.

Simona Montesi, 2015 ©

“La campagna stampa che da circa un anno e mezzo si occupa della destinazione dell’area ex Camuzzi non riesce a ingannare chi in quella zona vive o lavora. L’assenza di condivisione politica del progetto di riqualificazione urbanistica di tale area, la scarsa diffusione e condivisione di informazioni sulla sua destinazione d’uso, l’assenza di sintonia urbanistica del progetto con il quartiere circostante trasforma l’informazione sul progetto dell‘area ex Camuzzi di Via Lombardia in una mistificazione anziché una riqualificazione urbanistica.”

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Terni. Chiesta al MInistero la manifestazione di interesse per l’ex Lanificio Gruber.

copertina parco nerino

L’Heritage Manager del Centro Studi Malfatti, Gen. Aldebrano Micheli, ha presentato nei giorni scorsi al Ministero dei Beni Culturali l’istanza di avvio del procedimento per la dichiarazione di manifestazione di interesse culturale per l’area dell’ex Lanificio Gruber di Terni, dei suoi edifici residui e della imponente struttura terminale del Canale Nerino, con i suoi ampi condotti sdotterranei, secondo quanto previsto dal D.Lgs. n. 42/2004. Il provvedimento segue analoghe istanze formalmente presentate negli ultimi mesi al Ministero, per quanto riguarda le centrali di Cervara e dei suoi grandi bacini di adduzione, edificati all’inizio del XX secolo per volontà dell’ingegner Cassian Bon, uno dei primi grandi industriali che fecero della piccola cittadina la Manchester d’Italia, e per gli edifici residui dell’ex gazometro di Terni, che rischiano una prossima distruzione per colpa delle solite inutili e incommerciabili speculazioni edilizie. Per l’area dell’ex Lanificio Gruber il Centro Studi Malfatti ha presentato nel 2013 una proposta di variante del Piano Regolatore al fine di realizzare, utilizzando le volumetrie esistenti, in questo pregevole sito un deposito comprensoriale degli archivi aziendali, i quali non possono più trovare spazio all’interno dell’Archivio di Stato, e anzi già oggi sono ospitati in vari ambienti di fortuna. Purtroppo la ferma volontà di cementificare tutto è ormai chiara, tante sono state le versioni fornite per le finalità di impiego degi palazzi da costruire in questa area. In un primo momento dovevano essere ad uso della popolazione anziana, poi per generiche finalità sociali, oggi per un anglosassone “social housing”, insomma non importa per fare cosa, l’importante sembra essere la ferma volontà di cementificare, invece di progettare un parco del Canale Nerino, forse la prima vera realizzazione per celebrare l’industrializzaizone e il lavoro di generazioni di lavoratori e imprenditori illuminati. I quattro edifici previsti eliminerebbero per sempre la possibilità di valorizzare una importante testimonianza di archeologia industriale, imprigionando tra i palazzi il magnifico e imponente bastione finale del Nerino, le loro fondamenta distruggerebbero per sempre i grandi canali sotterranei di reimmisisone della parte terminale del Canale e, danno non meno importante, cementificherebbero un importante polmone verde per la città. Non si capisce quale possa essere il beneficio collettivo di questa iniziativa, mentre è facilmente intuibile quale possa essere il tornaconto per i costruttori.

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Pianificazione urbanistica partecipata. Riflessione sulla situazione di Terni, una città emblematica.

 

Mani di cemento

Ci sono molte ragioni che mi hanno convinta dell’utilità della pianificazione partecipata in urbanistica, non ultimo il ruolo di prestigiosi istituti culturali e universitari che le riconoscono il merito di realizzare soluzioni condivise più efficaci e durature nel tempo e ne hanno incoraggiato l’applicazione pratica. Mentre l’interesse dimostrato per queste nuove forme di coinvolgimento attivo dei cittadini nei processi decisionali sta crescendo, soprattutto all’estero, amministratori e politici mostrano ignoranza, impreparazione, diffidenza, riluttanza. … La classe politica ternana si mostra impreparata a governare uno scenario sempre più complesso, e soprattutto è incapace a gestire i conflitti scaturiti dalla crescente richiesta dei cittadini di una maggiore considerazione delle proprie opinioni sulle iniziative politiche di cui saranno i destinatari. Questa è una diatesi di legittimazione del vecchio modello di pianificazione dall’alto verso il basso (top-down) e del potere in genere, riconducibile a diffidenza e sfiducia verso tutte le istituzioni e gli organi rappresentativi del governo.

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