Tag: elettrochimico Papigno

Terni, distruzione della passerella Telfer. Presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per scongiurare questa sciocchezza.

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La passerella Telfer dell’ex elettrochimico di Papigno si colloca in un contesto etnoantropologico di notevole peculiarità per la sua valenza tecnica, paesaggistica, sociologica, tale da rappresentare unitamente al contesto immobiliare in cui è inserita un vero e proprio endemismo tecnologico, data la tecnodiversità che si concentra in quel sito industriale dismesso …

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Telfer – La discussione nel Consiglio comunale di Terni sulla richiesta di conservare un manufatto di archeologia industriale

I due video seguenti sono la registrazione del tentativo esperito dal Consigliere comunale Sandro Piccinini e dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle per immpedire che il Comune distrugga la Passerella Telfer dell’ex elettrochimico di Papigno, secondo quanto chiesto dal Centro Studi Malfatti che ha inoltrato alla Soprintendenza umbra e al Ministero dei Beni Culturali una richiesta di avvio del procedimento per la manifestazione di interesse per tutta l’area, rappresentando la stessa uno straordinario concentrato di eterogenea archeologia industriale. La stessa Soprintendenza umbra in un primo momento non si sarebbe espressa contro la distruzione, non ravvedendo nel manufatto alcun pregio. Ciò che più risalta dalla registrazione delle sedute è il coraggioso impegno di pochi, il pressappochismo di molti, un certo dubbio che la distruzione della enorme e monumentale passerella sia funzionale a permettere l’abbattimento anche dell’edificio del magazzino sul quale la stessa si appoggia … per farci poi cosa? Il tutto mentre il Presidente onorario di UNESCO Italia, Claudio Ricci, in una intervista concessa in esclusiva al nostro Centro Studi, sottolinea le potenzialità culturali di tutto il complesso industriale dismesso, anche come area di servizio al turismo della Cascata delle Marmore e della Valnerina. La visione è un po’ lunga, ma riteniamo valga la pena di verificare di persona l’impegno con il quale i politici si occupano dei beni di proprietà di tutta la collettività. Particolarmente ci ha colpito un certo atteggiamento autocelebrativo, sostenuto anche mentre si perora la causa dell’abbattimento del manufatto, che taluni consiglieri vorrebbero conservare per inserirlo in un circuito di archeologia industriale, permettendo di ammortizzare gli effetti negativi della deindustrializzazione di tutto il comprensorio ternano e narnese.

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