Tag: Ernesto Rossi

Il fallimento degli Stati Uniti d’ Europa

frodi

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Tutto è partito dal voler fare una UE in stile USA, tradendo lo spirito di Ventotene

(di Danilo Stentella, 2015)

Nel 1941, in piena Seconda guerra mondiale, alcuni illuminati intellettuali italiani stesero quello che sarà poi ricordato come il Manifesto di Ventotene. Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann, al confino sull’isola di Ventotene, lo scrissero in sei mesi, ispirati da alcune letture, tra le quali Le lettere politiche di Junius, pseudonimo di Luigi Einaudi, pubblicato nel 1920, e Economic Causes of War, di Lionel Robbins, del 1939. Il manifesto era essenzialmente basato su una terza via economico politica, in grado di superare difetti ed errori endemici di capitalismo e comunismo, e in grado di permettere all’ordinamento democratico e all’autodeterminazione dei popoli di assumere un valore concreto. Quel progetto federale, opportunamente rivisitato dagli americani vincitori della Seconda guerra mondiale, è stato tradotto negli stati uniti d’Europa, ma in stile USA, come se fosse effettivamente possibile unire in una entità nazionale nuova una serie di paesi che hanno storie millenarie, culture consolidate, identità anche culinarie, tutte al plurale, come se anche nel nostro caso si fosse trattato semplicemente di unire un certo numero di territori abitati da vaccari alcolisti incalliti e sterminatori di indigeni.

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Il Manifesto di Ventotene, per una Europa federalista dei popoli.

Manifesto

Nel 1941, in piena Seconda guerra mondiale, alcuni illuminati intellettuali italiani stesero quello che verrà ricordato come il Manifesto di Ventotene. Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann, al confino sull’isola di Ventotene, lo stilarono in sei mesi, ispirati da alcune letture, tra le quali Le lettere politiche di Junius, pseudonimo di Luigi Einaudi, pubblicato nel 1920, e Economic Causes of War, di Lionel Robbins, del 1939. Il manifesto era essenzialmente basato su una terza via economico politica, in grado di superare difetti ed errori endemici di capitalismo e comunismo, consentendo all’ordinamento democratico e all’autodeterminazione dei popoli di assumere un valore concreto.

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