Nel 108° anniversario della nascita di Enrico Mattei, ad oltre venti anni dal golpe di Tangentopoli che consegnò il patrimonio pubblico italiano ai grandi potentati finanziari di rapina anglosassoni, quando ormai l’Italia è in ginocchio, nella polvere più di quanto non lo fosse dopo la sconfitta della seconda guerra mondiale, senza più un apparato industriale pubblico, con un sistema industriale privato che tende progressivamente ad estinguersi sotto i colpi di una spietata globalizzazione e anche per colpa di una nota incapacità del solo comparto privato di prosperare, ci piace ricordare la figura di questo straordinario uomo di Stato, ex partigiano, che insieme a Dossetti, La Pira, De Gasperi, Vanoni, Moro e altri onorevoli personaggi della sinistra migliorista contribuirono alla emancipazione economica e sociale della loro terra, con una visione etica dell’economia, prima che contabile. Mattei fu uomo scomodo in un paese scomodo, e come tale morì in un incidente aereo quando i successi delle aziende pubbliche che lui guidava si spinsero oltre i limiti consentiti dalla concorrenza con le imprese anglosassoni oligopoliste del settore petrolifero. Visse un meccanismo di glorificazione e annientamento che altre volte era stato applicato in passato per altri personaggi scommodi, e che tante volte sarà applicato successivamente in tutti i continenti. A Mattei è dedicato un master postuniversitario presso l’Università di Teramo, diretto dal professor Claudio Moffa.

(Danilo Stentella)

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