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Dopo la richiesta di avvio del procedimento per la dichiarazione di interesse culturale e salvaguardia per le centrali di Cervara e per i loro residui impianti originari, realizzati all’inizio del XX secolo su inizativa di Cassian Bon, il Centro Studi Malfatti, a firma del Vice Presidente Sergio Dotto e del Direttore Danilo Stentella, ha presentato al Ministero per i Beni Culturali istanza di avvio del procedimento per la dichiarazione di interesse culturale per quanto rimane dei due gruppi idroelettrici ausiliari originariamente installati nella seconda centrale di Cervara (Terni) (Allegato), attualmente utilizzati nell’impianto idroelettrico di Visso, di proprietà di E.On Produzione S. p. A., sito in via dei Molini n. 6, località Visso (MC). Questi primordiali impianti risultano in fase di smantellamento e a rischio di rottamazione, mentre possono essere certamente recuperati e ricollocati nel grande contenitore della centrale di Cervara, che in un futuro ci auguriamo prossimo, potrebbe diventare uno dei più importanti e apprezzati poli di un complesso percorso di protoarcheologia industriale, in grado di conservare l’antico macchinario al riparo dalle intemperie. Sarebbe interessante riuscire a ricreare nella centrale di Cervara una situazione simile a quella della Montemartini di Roma, recuperando quanto più macchinario possibile dell’originario. Il territorio ternano potrebbe diventare un polo di localizzazione di attività culturali tra i più attraenti d’Europa, mitigando per questa via i tremendi effetti della deindustrializzazione totale dell’area, ormai attesi e praticamente ineluttabili.

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