Tag: Soprintendenza beni culturali Umbria

RIMUOVERE IL SOPRINTENDENTE GIZZI. COME ABROGARE LA LEGGE GALASSO SU PRESSIONE DI UNA ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI PALAZZINARI.

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E così l’uomo che a Recanati, insieme al Fai, a Italia nostra, al conte Vanni e ad alcuni discendenti di Leopardi, è riuscito a difendere un importante e simbolico tratto di paesaggio, quello del monte Tabor, più noto come il colle dell’Infinito, da una operazione di speculazione edilizia che ne avrebbe stravolto per sempre il tratto, dopo che altri geni della amministrazione della cosa pubblica nel 1998 avevano pensato di farci passare su addirittura un elettrodotto (proprio lì, con tutto un mondo a disposizione), quell’uomo, l’architetto Stefano Gizzi, oggi Soprintendente per i Beni Culturali dell’Umbria, sarebbe un problema per la regione, da rimuovere al più presto. E chi lo chiede? Oltre a Regione e ANCI lo chiedono Rete delle professioni e mondo delle imprese, in quanto, per bocca della Presidente della Regione Umbria Marini, starebbe creando danni, ben documentati in un dossier redatto da Regione, ANCI e Rete delle professioni, uno strano sodalizio tra chi si occupa del bene comune e chi ha come unico obiettivo la generazione di utile d’impresa. E’ come se una associazione di costruttori chiedesse l’abrogazione della Legge Galasso, al fine di poter costruire ogni tipo di edificio ovunque, o come proibire l’uso di biancheria intima su istanza di un gruppo di stupratori.

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Telfer – La discussione nel Consiglio comunale di Terni sulla richiesta di conservare un manufatto di archeologia industriale

I due video seguenti sono la registrazione del tentativo esperito dal Consigliere comunale Sandro Piccinini e dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle per immpedire che il Comune distrugga la Passerella Telfer dell’ex elettrochimico di Papigno, secondo quanto chiesto dal Centro Studi Malfatti che ha inoltrato alla Soprintendenza umbra e al Ministero dei Beni Culturali una richiesta di avvio del procedimento per la manifestazione di interesse per tutta l’area, rappresentando la stessa uno straordinario concentrato di eterogenea archeologia industriale. La stessa Soprintendenza umbra in un primo momento non si sarebbe espressa contro la distruzione, non ravvedendo nel manufatto alcun pregio. Ciò che più risalta dalla registrazione delle sedute è il coraggioso impegno di pochi, il pressappochismo di molti, un certo dubbio che la distruzione della enorme e monumentale passerella sia funzionale a permettere l’abbattimento anche dell’edificio del magazzino sul quale la stessa si appoggia … per farci poi cosa? Il tutto mentre il Presidente onorario di UNESCO Italia, Claudio Ricci, in una intervista concessa in esclusiva al nostro Centro Studi, sottolinea le potenzialità culturali di tutto il complesso industriale dismesso, anche come area di servizio al turismo della Cascata delle Marmore e della Valnerina. La visione è un po’ lunga, ma riteniamo valga la pena di verificare di persona l’impegno con il quale i politici si occupano dei beni di proprietà di tutta la collettività. Particolarmente ci ha colpito un certo atteggiamento autocelebrativo, sostenuto anche mentre si perora la causa dell’abbattimento del manufatto, che taluni consiglieri vorrebbero conservare per inserirlo in un circuito di archeologia industriale, permettendo di ammortizzare gli effetti negativi della deindustrializzazione di tutto il comprensorio ternano e narnese.

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