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Il caso emblematico della passerella Telfer dell’ex elettrochimico di Papigno, che il Comune di Terni, proprietatrio dell’area, intende distruggere adducendo la pericolosità del manufatto, che pericoloso lo è probabilmente diventato per mancanza di manutenzione da parte del legittimo proprietario, oltre ad essere oggetto di un gradito giudizio di riesame da parte del nuovo Soprintendente regionale dell’Umbria, l’Architetto Gizzi, è per analogia l’argomento della sentenza del Consiglio di Stato n. 1779/2015 “Beni Culturali.Lo stato di parziale distruzione o di cattiva manutenzione o conservazione di un bene non osta alla dichiarazione d’interesse ex art. 10 d.lgs., n. 42 del 2004“. Di seguito riportiamo il testo integrale della sentenza.

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