Centro studi politici e sociali F. M. Malfatti

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Mario Abbiate

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MARIO ABBIATE NEL NOVANTESIMO ANNIVERSARIO DELL’ISTITUZIONE DEL MINISTERO PER IL LAVORO E LA PREVIDENZA SOCIALE

(In Rivista degli infortuni e delle malattie professionali - 1/2010)

"Presiedere il lavoro nazionale significa dirigere un supremo interesse del paese, cioè di tutte le classi che il paese compongono”. Queste parole, pronunciate dall’on. Mario Abbiate alla Camera dei Deputati, il 12 maggio 1910, evidenziano un problema sentito da tempo dalla classe politica giolittiana più aperta alle riforme sociali, quella cioè di scorporare dal Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, organismo dalle competenze indefinite e illimitate, un apposito dicastero esclusivamente votato alle competenze in materia di lavoro.

Il senatore Mario Abbiate è stato  l’ideatore nonché il primo titolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale nella storia del nostro paese. Nonostante gli incarichi di prestigio ricoperti, per oltre mezzo secolo, nei più alti consessi nazionali ed internazionali, manca ancora una biografia scientifica relativa a questo pioniere dello Stato sociale, soprattutto per ciò che concerne gli esordi inerenti alla sua vocazione politica. Era nato a Genova il 14 febbraio 1872 dal garibaldino Giuseppe Abbiate ed Erminia Montalenti, originari di Caresana, oggi in provincia di Vercelli, allora in provincia di Novara.
Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Agosto 2010 19:49 Leggi tutto...
 

Democrazia Cristiana - Le correnti

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Le correnti della Democrazia Cristiana

La storia della Democrazia Cristiana è anche la storia delle sue correnti. Entrate nella retorica anti-partitica, le correnti democristiane sono state anche uno dei contributi più originali del pensiero e dell'organizzazione dei democratici cristiani italiani dal secondo dopoguerra fino alla sua eclissi. Un primo, sommario, panorama di tali correnti costituisce un orientamento preliminare da approfondire con ulteriori analisi e documentazioni.

Periodo degasperiano

Durante il periodo degasperiano, non si può parlare di vere e proprie correnti organizzate. Ma ricco è il dibattito, spesso molto acceso, su orientamenti e politiche del partito che hanno trovato distinzioni e contestazioni. I degasperiani sono stati, dalla nascita della DC fino alla morte di Alcide De Gasperi, il riferimento centrale, largamente maggioritario, del partito. I primi quattro Congressi nazionali della DC (1946, 1947, 1949, 1952) hanno visto i degasperiani guidare saldamente la DC. In larga parte provenivano dall'ex Partito Popolare di don Luigi Sturzo.
Ultimo aggiornamento Sabato 14 Agosto 2010 09:59 Leggi tutto...
 

Dopo l’abolizione delle corride in Catalogna il ministro Brambilla propone l’abolizione delle corse dei cavalli e dei pali

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Per la serie pensierini, che la maggior parte di noi cessa di formulare grosso modo in 4a elementare.

 

Secondo il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla “L'Italia non ha bisogno di maltrattare i cavalli per incentivare il turismo ……. possiamo rinunciare a qualche corsa o palio, come ha fatto la Catalogna con le Corride”.
Ultimo aggiornamento Sabato 07 Agosto 2010 10:27 Leggi tutto...
 

CEI - Documento settimane Sociali: Italia senza classe dirigente

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Roma, 31 lug. (Apcom) - L'Italia sta vivendo in questo periodo un momento delicato dal punto di vista politico, economico e sociale ma purtroppo risulta essere "un Paese senza classe dirigente: senza persone che per il ruolo politico, imprenditoriale, di cultura, sappiano offrire alla nazione una visione, degli obiettivi condivisi e condivisibili". Edoardo Patriarca, segretario del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, anticipa a Radio Vaticana, i contenuti del documento in preparazione dal laicato cattolico in vista della prossima 'Settimana sociale', in programma a Reggio Calabria. "Viviamo un momento difficile, pesante: drammatico per certi versi. La lettura che abbiamo dato preparando le Settimane sociali -argomenta Patriarca- è che a noi, oggi, l'Italia appare un Paese senza classe dirigente. L'analisi che abbiamo fatto, lavorando al documento preparatorio della prossima Settimana sociale, è proprio della sensazione di un Paese che sta vivendo un passaggio pesante, in cui però la politica non svolge la funzione che le dovrebbe competere, cioè tentare di dare una visione con obiettivi di medio e lungo termine. Ravvisiamo questa grande fatica rispetto ad una realtà che nei territori ha tante persone vive, capaci di tentare impresa, ha tanto buon associazionismo, professionisti".
Ultimo aggiornamento Sabato 07 Agosto 2010 10:29 Leggi tutto...
 
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Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. (P. Neruda)