Centro studi politici e sociali F. M. Malfatti

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Puglia - Villaggio Neolitico Trincerato di Masseria Fontana di Tavola o Talve

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Premessa

Partiti dallo studio di neolitizzazione del territorio, strettamente collegato allo sviluppo della civiltà neolitica formatasi nel Tavoliere dauno e nei bacini fluviali del versante ionico: in particolare il territorio di Santeramo, come pure Altamura, orbitano nell’area delle culture neolitiche del Materano. La scelta dell’ubicazione del sito neolitico di fontana di Tavola o Talve, era subordinata alla facile reperibilità dell’acqua e alla fertilità dei terreni.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Giugno 2010 08:53  

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Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. (P. Neruda)