Centro studi politici e sociali F. M. Malfatti

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Umbria, l'Azienda Regionale dei Trasporti parte bene

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(Pubblicato su Il Giornale dell'Umbria - 7 aprile 2010)

Dopo una gestazione che è durata vari anni la holding regionale dei trasporti è venuta alla luce.

Sicuramente questo nuovo soggetto che aggrega le varie realtà dei trasporti regionali porterà vantaggi sia ai cittadini offrendo un servizio migliore che alle casse dei vari soggetti interessati e di riflesso ai vari enti locali.

La razionalizzazione dei servizi di trasporto su gomma integrati a quelli su rotaia offerti oggi dalla FCU contribuirebbero ad assicurare una migliore mobilità regionale e interregionale, senza dimenticare le merci che su rotaia potrebbero circolare nella nostra regione senza influire negativamente sul traffico e sull’inquinamento e favorendo una ripresa economica che aiuterebbe la regione a uscire anche da una situazione di isolamento.

Certamente la scelta ricaduta su Cavazzoni alla guida della nascente realtà,essendo persona seria e capace, influenzerà in modo positivo le linee di programma e la realizzazione di tutto il progetto.

Un plauso alle istituzioni che hanno scelto un tecnico e non proceduto alla nomina di una persona senza competenze,ma solo perché appartenente a schieramenti politici o altro.

Noi cittadini aspettiamo con ansia che l’azienda regionale ora in costruzione diventi realtà in tempi brevi anche perché oggi varie aziende interessate sono con il fiato corto dovuto alle crisi debitorie che porterebbero ad un ulteriore taglio delle corse degli autobus.

Se saranno messi da parte i vari campanilismi la nascente azienda sarà un fiore all'occhiello dell'Umbria essendo essa cosa innovativa.

 

Per approfondimenti:

Trasporti regionali. I cittadini si attacchino al tram

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Aprile 2010 20:01  

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Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. (P. Neruda)