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Altiero Spinelli nasce a Roma il 31 agosto 1907. Nel 1924, diciassettenne, aderisce al Partito Comunista e diviene segretario interregionale della gioventù comunista nel centro Italia. Dopo aver subito una condanna al confino di polizia nel 1926, passa in clandestinità e si trasferisce nel Nord Italia. Il 3 giugno 1927, non ancora ventenne, viene arrestato a Milano e tradotto a Roma per essere processato dal Tribunale speciale e condannato a 16 anni e 8 mesi di carcere. Dopo un anno a Roma al carcere di Regina Coeli, e 3 a Lucca, viene trasferito a Viterbo, per poi essere, nel 1932, definitivamente rinchiuso a Civitavecchia.
Approfitta del periodo di carcerazione per dedicarsi allo studio e alla lettura, approfondendo la conoscenza delle lingue, delle scienze, ma specialmente della storia e della filosofia. Nel carcere di Civitavecchia, inoltre, ha occasione di conoscere ed entrare in rapporti di stretta amicizia con alcuni fra i principali esponenti dell'antifascismo, fra cui Umberto Terracini e Leo Valiani. Pur godendo di due amnistie per il decennale della Marcia su Roma e in occasione di un matrimonio in casa Savoia, rispettivamente di cinque e due anni, il 28 gennaio del 1937, scontato il periodo di carcerazione, subisce un'ulteriore, arbitraria condanna al confino e viene tradotto prima a Ponza e poi alla destinazione definitiva di Ventotene.
Gli anni di confino sono fondamentali per la svolta politica di Altiero Spinelli. A Ventotene fa gli incontri fondamentali della sua vita: Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann (sorella del futuro Premio Nobel per l'economia Otto Albert Hirschmann e futura moglie di Spinelli).
Nel corso della permanenza sull'isola ha l'intuizione che porterà alla redazione del "Manifesto per
un'Europa Libera e Unita" (meglio noto come "Manifesto di Ventotene"), il documento fondamentale del federalismo europeo, redatto nella primavera del 1941 assieme ad Ernesto Rossi.
Dopo la caduta di Mussolini, il 4 agosto 1943 Spinelli viene liberato.A Milano, il 27 e 28 agosto 1943, nel corso di una riunione in casa di Mario Rollier, fonda il Movimento Federalista Europeo. Dopo pochi giorni, insieme a Ursula Hirschmann raggiunge Ernesto Rossi e altri antifascisti in Svizzera, dove pone le basi per la battaglia federalista sovranazionale. Dalla Svizzera mantiene le fila del Movimento in Italia, scrivendo numerosi saggi e collaborando alla diffusione di materiale antifascista negli altri paesi. Riattiva, inoltre, vecchi contatti e l'opportunità di conoscere altri antifascisti esuli, fra cui Adriano Olivetti, mantenendo rapporti con il Comitato di Liberazione Nazionale.
Rientrato in Italia partecipa attivamente alla Resistenza dal settembre 1944 al gennaio 1945, aderendo al Partito d'Azione. Agli inizi degli anni cinquanta, l'azione di Spinelli e del Movimento federalista Europeo sul governo italiano, presieduto da De Gasperi, si rivela decisiva per fare della costituente europea la questione centrale nelle trattative intergovernative per la creazione della Comunità Europea di difesa (CED).
E' grazie a questa azione che l'Assemblea allargata della CECA viene incaricata di elaborare lo statuto della Comunità politica europea. L'Assemblea assolve al suo mandato elaborando un testo di costituzione, ma la sua opera viene vanificata dalla mancata ratifica della CED da parte della Francia (1954). Nonostante questa sconfitta, fra il 1954 e il 1960 Spinelli e il MFE rilanciano la lotta federalista impegnandosi per mobilitare l'europeismo ormai diffuso in una protesta popolare crescente diretta contro la legittimità stessa degli stati nazionali.
Dopo aver abbandonato il Movimento Federalista Europeo, nel 1970 viene nominato membro della Commissione esecutiva della CEE. Dal 1976 al 1986 è membro del Parlamento europeo, divenendo nel 1984 presidente della Commissione istituzionale. E' nel Parlamento europeo che ha, di nuovo, l'opportunità di avviare un'azione di tipo costituzionale, promuovendo un Progetto di Trattato di Unione europea (approvato il 14 febbraio 1984). Questa iniziativa viene frenata dai governi nazionali, che nel 1985 varano il meno ambizioso Atto Unico europeo. Muore a Roma il 23 maggio 1986.