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Monografie > Economisti
Gustavo del Vecchio nacque a Lugo di Romagna (Ravenna) il 22 giugno 1883 e si spense a Roma il 6 settembre 1972. La sua educazione secondaria si svolse a Bologna, quella universitaria dapprima a Roma e in seguito a Bologna. A Roma del Vecchio seguì, fra l'altro, il corso di filosofia della storia tenuto da Antonio Labriola, a Bologna fu allievo di Tullio Martello e discusse il 6 luglio 1904 una tesi di laurea sulla teoria del monopolio, pubblicata l'anno successivo (Prodotto netto e monopolio, Bologna, Noè, 1905). Dopo studi di perfezionamento all'Università di Berlino, del Vecchio avvia un'intensa attività scientifica, che lo porta a considerare, nell'arco di pochi anni, questioni centrali di teoria monetaria, teoria del capitale e analisi dinamica. Gli studi monetari (iniziati con il lungo saggio "Principii della teoria economica della moneta", pubblicato nel "Giornale degli Economisti", 1909) sono caratterizzati dal tentativo ambizioso di delineare una teoria strutturale della moneta e del credito a partire dalla considerazione di "gruppi di vendite" ordinati secondo un criterio di importanza (si vedano anche del Vecchio, 1930 e 1932). Di particolare rilievo sono anche i contributi di Gustavo del Vecchio alla teoria del capitale. In questi scritti, che furono raccolti nel volume Capitale e Interesse (del Vecchio, 1956), del Vecchio sviluppa un punto di vista originale centrato sulla distribuzione temporale dei capitali, sulla teoria dei depositi (rispetto alla produzione e rispetto alla circolazione), sulla teoria del credito e dello sconto. Le ricerche di analisi dinamica costituiscono un terzo fondamentale nucleo degli scritti di Gustavo del Vecchio. In questi studi, si richiama l'attenzione sul fatto che "le crisi attraversate dal nostro sistema economico sono fatti secondari di una economia progressiva e non si possono chiarire come perturbamenti di una economia statica" (del Vecchio, 1956, p. 16). Questo punto di vista collega gli studi di del Vecchio alle ricerche di Joseph Alois Schumpeter (1912) e spiega la sua posizione critica nei confronti della teoria keynesiana, sviluppata soprattutto nel saggio Costruzione scientifica della dinamica economica (del Vecchio, 1952). In questo scritto, del Vecchio richiama la sua concezione che "il ciclo ...è un fenomeno secondario del progresso economico" (del Vecchio, 1952, p. 415) e critica su questa base il contributo di Keynes: "L'economia keynesiana ignora per principio il lungo periodo: e i cicli dei suoi modelli vivono in un orizzonte economico limitato. Essi ci possono dare il meccanismo di certe oscillazioni. Ma non ci possono dare l'impulso che le mette in moto" (del Vecchio, 1952, p. 416). Negli scritti di teoria monetaria, teoria del capitale, analisi dinamica, è possibile individuare alcuni tratti comuni, che sono così descritti da Federico Caffè: "quando [Gustavo del Vecchio] vorrà precisare nei termini più generali i criteri di metodo per affrontare i problemi economici nella loro concretezza li individuerà ... nella esigenza di una concezione dinamica e non statica; nel carattere probabilistico e non categorico delle teorie; nella impossibilità di costituire un sistema teorico assolutamente chiuso e nella necessità di accettare una certa misura di frammentarietà" (Caffè, 1983, p. 15). Gustavo del Vecchio fu Professore nell'Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali di Trieste (1920-26), e successivamente nelle Università di Bologna (1926-1938 e 1945-48; Bocconi (1930-38), Roma (1948-58). Il suo insegnamento accademico fu interrotto dai provvedimenti razziali nel 1938. Fu esule in Svizzera dal novembre 1943 al luglio 1945. Ministro del Tesoro (e ad interim del Bilancio) nel governo della Repubblica Italiana (1947-1948) e Governatore del Fondo monetario internazionale (1948-1950). Fu socio dell'Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna e socio nazionale dell'Accademia dei Lincei, Professore emerito dell'Università di Roma, Councillor e Fellow dell'Econometric Society, membro dei comitati di direzione di numerose riviste, tra le quali Beiträge zur oekonomischen Theorie, Econometrica, Economia internazionale, Rivista bancaria, Rivista statistica.
Scritti principali
Prodotto netto e monopolio, Bologna, Noè, 1905.
I principii della teoria economica della moneta, in "Giornale degli Economisti", II serie, vol. XXXIX, settembre, pp. 255-72; novembre, pp. 507-53.
Lineamenti generali della teoria dell'interesse, Roma, Athenaeum, 1915.
Grundlinien der Geldtheorie, Tübingen, Mohr, 1930.
Ricerche sopra la teoria generale della moneta, Milano, Università Bocconi Editrice, 1932 (estratto da Annali di economia, vol. VIII).
Zur theoretischen analyse der weltwirtschaftskrisis, in "Weltwirtschaftliches Archiv", 1932, pp. 322-55.
La costruzione scientifica della dinamica economica, in "Giornale degli economisti", nuova serie, vol. XI, 1952, pp. 9-10 e 584-91.
Capitale e interesse, Torino, Einaudi, 1956.
PEconomia generale, Torino, UTET, 1961.