Centro Studi Politici e Sociali F. M. Malfatti di Terni


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Partito Democratico della Sinistra

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Partito Democratico della Sinistra

Nacque nel 1991 dalla trasformazione del Partito Comunista Italiano (PCI), al termine di un lungo processo di revisione ideologica, maturato anche per effetto di eventi internazionali quali il fallimento delle esperienze di socialismo reale nell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e nell'Europa orientale e la dissoluzione dell'URSS. In seguito alla crisi dei paesi comunisti dell'est europeo, il segretario del Pci, Achille Occhetto, fin dal 1989 aveva iniziato a proporre radicali cambiamenti nel partito, a partire dal nome e dal simbolo. Nel marzo 1990, al congresso straordinario di Bologna, fu anticipata la nuova organizzazione politica che successivamente, a larga maggioranza, prese il nome di Partito democratico della sinistra (Pds) nel definitivo congresso di Rimini (gennaio 1991), decretando la fine del Pci, il più forte partito comunista occidentale.
Il Pds si presentava con un indirizzo politico e culturale non più marxista ma laico e riformista, non più comunista ma sempre legato al mondo del lavoro, impegnandosi sui terreni dell'occupazione, del risanamento delle finanze pubbliche e delle riforme istituzionali. Il nuovo partito era costituito dalla maggioranza del Pci (che si riconosceva nelle posizioni di Occhetto), dai "miglioristi" (cioè l'area vicina al Psi fautrice del miglioramento del sistema capitalistico) di Napolitano e di Lama, dalla sinistra di Ingrao (comunisti democratici). Nuovo era anche il simbolo rappresentato da una quercia con alla base la vecchia bandiera del Pci disegnata nel 1946 dal pittore Renato Guttuso. Superata nel mondo politico italiano la pregiudiziale anticomunista, il "fattore k" che per decenni aveva sbarrato al PCI l'accesso al governo, nel 1994 la segretaria del Pds passava a Massimo D'alema, il quale orientava il partito verso una coalizione di centro-sinistra (l'Ulivo) assieme al Ppi, ai Verdi, e ad altre forze moderatamente riformiste sotto la guida di Romano Prodi.
Nelle elezioni politiche anticipate del 21 aprile 1996 la coalizione di centro-sinistra ottenne la maggioranza dei seggi in Parlamento e il 21 ottobre del 1998 lo stesso D'Alema succedeva a Prodi alla guida del governo. Era la prima volta che un "comunista" presiedeva un governo. Tuttavia non resse a lungo e la coalizione dell'Ulivo: fu sconfitta nelle elezioni del 2001. I DS, in particolare, eredi del più grande partito comunista dell'occidente, che era arrivato fino al 35% dei voti, subivano una cocente sconfitta, passando dal 21% del 1996 al 16%.

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