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Tina Anselmi nasce nel 1927 a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso. Nel 1944, a 17 anni, durante la seconda guerra mondiale diventa “staffetta” partigiana distinguendosi in atti di solidarietà verso feriti e in gesti di coraggio contro l’occupazione delle forze tedesche Laureata in lettere, a 32 anni è nel Consiglio nazionale della DC.
Nei primi anni Ottanta, a 54 anni è la prima donna a diventare ministro. Sarà prima Ministro del lavoro e Previdenza sociale (dove già in tre occasioni aveva ricoperto l’incarico di sottosegretario) e due volte Ministro della Sanità. Eletta sei volte deputato (tra il 1968 e il 1987), nel 1982 viene designata presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2 leggendo tutti i fascicoli dell’inchiesta e chiudendola con sapienza democratica.
E’ stata ed è personaggio politico scomodo tanto da essere ancor oggi oggetto di insulti da parte di avversari potenti. L’hanno descritta: “moralista giacobina”, “ improbabile guerriera animata di furbizia contadina“, “modello della futura demonologia politica nazionale, distruttiva e futile”.
A tali affermazioni lei risponde: ancor oggi non mi perdonano e mi attaccano per un motivo semplice e tragico: la P2 non è mai scomparsa.
Successivamente partecipa ad altre Commissioni parlamentari come quella per le pari opportunità o per le violenze dei soldati italiani in Somalia.