Centro Studi Politici e Sociali F. M. Malfatti di Terni


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U. Terracini

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Umberto Terracini

Umberto Terracini nasce a Genova il 27 luglio 1895. Nel 1915 viene arrestato per propaganda contro la guerra. Nel 1919 a Torino, aderisce al partito socialista ed è tra i fondatori dell'Ordine Nuovo insieme a Gramsci e a Togliatti. E' tra i protagonisti della scissione di Livorno durante il XVII congresso nazionale del PSI (15-21 gennaio 1921), dando vita al Partito comunista d'Italia.
La prima importante riunione dei comunisti (anche se si chiama II Congresso) avviene il 1° marzo 1922. Le conclusioni di questa assise, sono note come le "Tesi di Roma", e negano qualsiasi ipotesi di collaborazione in funzione antifascista con altre forze socialiste o di democrazia borghese. Obiettivo principale del PC.d'I. resta la prospettiva di uno sbocco rivoluzionario.
L'avvento di Mussolini al potere provoca una serie di arresti tra le fila dei partiti della sinistra Il 3 febbraio 1923 è arrestato Bordiga, il 1° marzo Serrati, , il 31 tocca a Grieco. Terracini resta da solo alla direzione del PC.d'I. Il 21 settembre del 1923, il comitato esecutivo del PC.d'I (ricostituitosi) è falcidiato da una nuova massiccia ondata di arresti, fra i quali Togliatti, Vota, Montagnana, Leonetti. Nel 1926 assume la direzione dell'Unità. Arrestato nell'agosto 1926, il processo contro di lui si conclude il 28 maggio 1928 con una pesante condanna a 22 anni e 9 mesi di carcere. Nel 1937, dopo aver scontato 11 anni di carcere fu confinato a Ponza poi a Ventotene dove è liberato nel 1943.
Nel 1942 viene espulso dal PCI per i suoi atteggiamenti critici nei confronti della direzione del partito, ma è riammesso nel 1944. Rifugiatosi in Svizzera dopo l'armistizio, rientra in Italia nel 1944 e diviene segretario generale del libero governo dell'Ossola. Nel 1945 è nominato membro della Consulta nazionale. Eletto deputato all'Assemblea costituente il 2 giugno 1946 assume la carica di vicepresidente. L'8 febbraio 1947 a seguito delle dimissioni del presidente Saragat, inviato ambasciatore a Parigi, Terracini viene eletto presidente dell'Assemblea.
Il 22 dicembre 1947 è tra i firmatari, assieme a De Nicola e De Gasperi, della Costituzione della Repubblica. Designato senatore nel 1948, viene confermato nelle successive legislature.
E' presidente del gruppo parlamentare comunista dal 1958 al 1973. Dopo l'attentato a Togliatti nel luglio 1948, con il paese in altissima tensione con gli scioperi proclamati dalla Cgil Terracini presenta una mozione di sfiducia nei confronti del governo, indicato come responsabile politico e morale dell'attentato, ma la sua mozione viene respinta con 173 voti contro 83. Il 2 maggio 1962, alle elezioni del presidente della Repubblica, Terracini è il secondo con 200 preferenze, dopo Mario Segni con 333 voti. In quelle del 16 maggio del 1964 è ancora secondo con 250 preferenze, rispetto
a Giovanni Leone che ne prende 319.
Il suo atteggiamento è spesso critico nei confronti della linea del partito. In particolare va sottolineato il dissenso nei confronti della strategia del "compromesso storico" di Enrico Berlinguer. Muore a Roma il 6 dicembre 1983

Umberto Terracini
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